Alcune foto della lavorazione, degli storyboard e della ricerca sul campo.










A ottobre è uscito il fumetto antologico “Biodiverse, geografie femministe di nature postumane” a cura di Giada Preterle e Margherita Cisani, con storie mie, di Cristina Portolano, Eliana Albertini, Marina Girardi, per Beccogiallo.
Il mio contributo è “Un pranzo per la Rana Toro” una storia che prende spunto da un episodio realmente accaduto, nella Sesto San Giovanni degli anni 70, che narra di una vera e propria psicosi collettiva attorno all’esistenza di una creatura di palude. Pare che nel quartiere, dove ora sorge il centro commerciale Vulcano, si sentisse un verso spaventoso, tanto da fomentare una vera e propria caccia al mostro. Ben presto si venne a sapere che si trattava solo di una poderosa Rana Toro. (Si ringrazia Maurizio Mistrello per questa testimonianza).
A partire da questa storia ho cercato di raccontare la biodiversità nelle aree verdi abbandonate: ai bordi delle strade, tra le tangenziali e le periferie di Milano e Brianza, quelle aree che non danno nell’occhio, che non sono parchi e neanche giardini, quelle che Gilles Clement definisce come “Terzo paesaggio”. Ho abitato queste aree di personaggi umani e non, anch’essi periferici e marginali, una biodiversità fatta di conflitto, condivisione, immaginazione e fine udito, caratteriste essenziali per sopravvivere in queste perfide città.
Per acquistare il libro: https://www.beccogiallo.it/negozio/graphic-journalism/biodiverse/
A proposito della Rana Toro: https://www.queryonline.it/2018/10/01/il-mostro-della-palude-di-sesto-san-giovanni/
I personaggi di questo fumetto fanno parte dell’universo già in parte disegnato in “Lungomare” autoproduzione in collaborazione con Matteo Contin: https://duluthcomics.wordpress.com/2020/10/22/gorgo-lungomare-preservare-la-spontaneita-dello-storyboard/