studi per il murales “fiabe e leggende piazzesi”, Belle Singore o Bidduzze, china e acquerello, Piazza Armerina, Aprile 2015
“L’antica credenza medievale, diffusasi in Sicilia dal 1400 in poi, vedeva in queste donne dei geni tutelari, donne di bell’aspetto, dai capelli lunghi e lucenti, che godevano di trovare ospitalità in case accoglienti per l’ordine e la pulizia e amavano essere colamte di gentilezze. La tradizione siciliana su queste creature straordinarie si compiace di sottolineare che esse amano i bambini, li vezzeggiano e li cullano quando li trovano nelle case visitate.
Spesso però per un nonnulla, per una sgarberia ricevuta si impermaliscono e diventano pericolose per i piccoli, a cui fanno dei dispetti novici per la salute o succhiano loro il sangue, a volte perché gelose della bellezza dei bambini. Il popolo in fondo le teme perché esse per mimetizzarsie non farsi riconoscere dagli uomini si trasformano in rospi, in gatti neri, lucertole a due teste, serpi, uccellacci.”
Malfa Vittorio, Maghi, streghe e malìe nel cuore di Sicilia, Il Lunario, 1998, p.151.



